Per tre sere la piazza si trasforma in un teatro. Un palco di legno, un fondale dipinto, e loro: i pupi, con le armature che brillano sotto le luci e le voci dei pupari che riempiono l’aria.
L’iniziativa nasce da un’idea semplice: portare il teatro dove passano le persone, invece di aspettare che le persone vadano a teatro. L’ingresso è gratuito e non serve prenotare.
Il programma
- Prima serata: la storia di un paladino e del suo cavallo, per i più piccoli.
- Seconda serata: il grande duello, con le scene di battaglia più attese.
- Terza serata: spettacolo finale e incontro con i pupari, dietro le quinte.
Il pupo non è una marionetta: è un attore di legno e ferro, e ogni puparo gli presta la propria voce.

Consigli per chi viene
- arrivare con un po’ di anticipo, i posti a sedere sono pochi;
- portare una sedia pieghevole, se possibile;
- restare fino alla fine: dietro le quinte si possono vedere i pupi da vicino.
Una tradizione da tramandare
Lo scopo non è solo lo spettacolo. Ogni serata si chiude con un piccolo laboratorio, in cui i bambini provano a muovere un pupo e scoprono quanto lavoro c’è dietro un gesto che sembra semplice.