Arte

Dentro lo studio di un artista che trasforma le reti e i legni abbandonati del porto in grandi sculture di luce

MAD ART

27 Settembre 2026

Scultura di luce sferica fatta di legni e reti recuperati, accesa al buio

Lo studio è un ex magazzino a due passi dal porto. Dentro, l’odore di salsedine si mescola a quello della colla e del legno tagliato. Appese al soffitto, grandi forme intrecciate aspettano di essere accese.

L’artista raccoglie ciò che nessuno vuole più: reti strappate, assi di barche dismesse, lampade da cantiere. “Il mare li ha già consumati”, dice, “io cerco solo quello che hanno ancora da dire”.

Il metodo

Ogni scultura nasce da un unico oggetto trovato. Attorno a quello cresce il resto, per settimane, senza un disegno preparatorio. La luce arriva per ultima, quando la forma è già decisa.

Non uso materiali nuovi: se una cosa è arrivata fin qui, ha diritto a una seconda vita.

Banco di lavoro dell'artista con reti da pesca, corde, attrezzi e vecchie lanterne recuperate
Una scultura in lavorazione: reti da pesca tese su una struttura di legno recuperato.

I materiali più usati

  • reti da pesca in nylon, lavate e tinte a mano;
  • legno di barche e pallet, levigato ma non verniciato;
  • lampade e cavi elettrici recuperati dai cantieri;
  • corde e galleggianti, per legare e sospendere le forme.

Quando si accende la luce

Al buio le sculture cambiano completamente. Le reti proiettano ombre sulle pareti, e lo studio diventa una specie di fondale marino. È in quel momento, dice l’artista, che capisce se il lavoro è finito.

“Leggi le altre storie d’arte.

    Condividi questa storia

    Newsletter

    Le nuove storie di Ucuntu, nella tua email

    Una email ogni volta che pubblichiamo un nuovo articolo. Niente pubblicità, niente spam.

    Puoi annullare l'iscrizione in qualsiasi momento con un clic. Leggi la privacy policy.

    Sezioni

    Cerca in Ucuntu